Niscemi : catastrofe e ricostruzione!

(«il comunista»; N° 190 ; Marzo 2026)

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«L’ingranaggio e la prassi della pubblica amministrazione, con la pletora di personale e il crescente attrito degli intricati ruotismi, sempre più aumentano la loro inerzia passiva, e sempre più diventano adatti a cedere ad esigenze non di natura collettiva e “morale”, ma solo derivate da appetiti di speculazione e da manovre dell’iniziativa capitalistica. Ciò non deriva dal fatto che il capitalista sia divenuto più negriero e il pubblico impiegato più venale, ma dalla legge del corso storico. […]

«Funzionari colti ed intelligenti (ne resta qualcuno) vi diranno subito: davanti a un problema qualunque noi siamo praticamente impotenti, e sappiamo solo dirvi le centomila ragioni di legge, regolamento, prassi, procedura, bilancio e contabilità per cui non sarà risolto, o comunque tocca a ben altri risolverlo, chiudendovi facilmente la bocca. […]

«Le forze produttive e le attività crescono ancora, ma decresce il vantaggio che ne trae ogni strato sociale estraneo alla classe dominatrice. Scienza tecnica potenza sempre da amministrare; amministrazione, ossia tutela, difesa e sviluppo della collettività e di ogni suo componente, sempre più da schifare. […]

«Non vi è da distinguere in questa condanna del modo di amministrare l’Italia di oggi, tra governi e opposizioni. Ignavia, ignoranza e cecità sono comuni a entrambi, e aggravate dal sistema parlamentare sul cui sfondo equivoco fanno leva i gruppi imprenditori per violare più facilmente le labili trincee delle amministrazioni, con appoggio da un lato, con ricatto dall’altro. Ma le vicende della storia italiana sono utili a provare nel modo più evidente che la classe operaia non può fare altre conquiste, nemmeno minimaliste, se non si spiantano e si spianano due bordelli: il parlamento elettivo e la macchina amministrativa». Questo brano, tratto da La coltivazione delle catastrofi, ”Il programma comunista” n. 20 del 1953, contiene tutti i tratti essenziali per comprendere quanto sta avvenendo in Sicilia, nel territorio di Niscemi, laboratorio, suo malgrado, del potente intreccio che lega malamministrazione e corruzione, presenza mafiosa e arroganza imperialista.

In Sicilia non è un quadro nuovo: il processo di saccheggio dei territori, di militarizzazione e la proliferazione di basi USA e NATO in Sicilia hanno contribuito così a rafforzare il potere economico e politico delle organizzazioni criminali, propostesi sin dallo Sbarco Alleato del 1943 come un partner credibile di Washington per il controllo sociale dell’Isola. La costruzione della base missilistica nucleare a Comiso o i programmi “Mega” a Sigonella per consolidare il suo ruolo strategico nel Mediterraneo hanno assicurato affari milionari alle aziende contigue a Cosa Nostra.

Processi analoghi si sono sviluppati anche a Niscemi con l’insediamento della stazione di radio-telecomunicazione della Marina USA tra la fine degli anni ’80 e i primi anni ’90 e, con evidenza maggiore, nel corso dei lavori di sbancamento e realizzazione delle piattaforme del MUOS. 

Il MUOS (Mobile User Objective System) è una stazione terrestre militare statunitense situata all’interno della Naval Radio Transmitter Facility (NRTF) di Niscemi, nella riserva naturale di Niscemi, dove si trovava un enorme polmone naturale, in provincia di Caltanissetta.

Si parla di circa 1.660.000 metri quadri (equivalenti a 166 ettari o circa 410 acri), per dare un’idea, un’area equivalente a quella ricoperta da circa 300 campi di calcio. La base include 44-46 antenne di vario tipo (HF, LF, log-periodiche ecc.), di cui alcune ancora attive, oltre a una torre LF alta 252 metri.

Ci sono tre grandi antenne paraboliche (Earth Terminal antennas) per le comunicazioni satellitari UHF verso i satelliti MUOS. Hanno un diametro di 18,4 metri ciascuna (circa 18 metri e 40 cm), con una potenza di trasmissione intorno ai 1.600 W per antenna e due antenne elicoidali UHF (helical antennas) per il direction finding/satellite pointing, alte 149 metri ciascuna.

Il MUOS è un sistema che mette in rete droni, cacciabombardieri, testate missilistiche, sottomarini.

Originariamente la base prescelta per il terminal del nuovo sistema satellitare era quella di Sigonella, la principale stazione aeronavale della Marina militare degli Stati Uniti nel Mediterraneo. Poi, la Us Navy ha deciso di dirottare l’impianto terrestre presso la vicina stazione di Niscemi. Il cambio di destinazione è stato dettato dalle risultanze di uno studio sull’impatto delle onde elettromagnetiche generate dalle grandi antenne del MUOS, elaborato da AGI – Analytical Graphics, Inc., importante società con sede a Exton, Pennsylvania, in collaborazione con la Maxim Systems di San Diego, California.

Lo studio, denominato “Sicily RADHAZ Radio and Radar Radiation Hazards Model”, è consistito nell’elaborazione di un modello di verifica dei rischi di irradiazione elettromagnetica sui sistemi d’armi, munizioni, propellenti ed esplosivi ospitati nello scalo aeronavale siciliano (HERO – Hazards of Electromagnetic to Ordnance). 

Onde elettromagnetiche pericolose per la popolazione locale di Niscemi, della vicina Gela, di tutta un’area densamente popolata che vive nei dintorni della base americana. Eppure vari presidenti regionali, appartenenti ai diversi schieramenti che si sono alternati al governo della regione, hanno fatto a gara per dare le autorizzazioni. Parlamento elettivo e macchina amministrativa sono parte di un’unica direzione che colpisce le masse in nome del profitto; nel caso di Niscemi con l’ulteriore, ma non casuale, aggravante del perverso intreccio di interessi tra ceto politico borghese, ai diversi livelli, e interessi bellici dell’imperialismo a stelle e strisce.

Adesso sale alla ribalta l’economia del disastro che fa sognare gli speculatori. Ricostruire dopo aver distrutto è il motore che farà risalire i profitti.

Secondo uno scenario consueto i disastri ambientali, con tutto il corollario di complicità e negligenze che ne costituiscono il presupposto, aprono il campo a uno scenario di vitale importanza per rilanciare il ciclo degli affari. 

E’ il capitalismo che si manifesta nella sua cruda barbarie. E ripropone, in ogni sua manifestazione, la necessità storica di superarlo, di relegarlo nel museo della preistoria dell’umanità a cui appartengono tutte le società fondate sulla dittatura di una classe di sfruttatori sulla grande maggioranza di lavoratori.

 

 

Partito Comunista Internazionale

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